Per Fabregas più stimolante allenare Messi di CR7: "So già cosa posso chiedergli di fare"
Cesc Fabregas si è concesso in una lunga intervista a Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, per raccontare il suo cammino fin qui da allenatore che nel giro di tre anni ha saputo riportare il Como in Serie A e qualificarlo in Champions League per la prima volta nella storia del club lariano, merito del quarto posto della scorsa stagione.
Grande calcio espresso a livello estetico, ma anche efficace, con due partite su tutte che hanno testimoniato cosa stia cercando di far esprimere alla sua squadra: "La Lazio fuori casa (vinto 3-0, ndr), anche la prima del campionato. Ma nel ritorno a Roma si è visto il calcio che a me emoziona: Caqueret falso nove, Nico Paz, c'era anche Baturina, Perrone, Da Cunha... dopo è entrato Sergi Roberto e qualcun altro. Tutto andava bene. Io ho avuto grande soddisfazione", ricorda il tecnico del Como.
La seconda gara che più l'ha reso orgoglioso dei frutti del suo lavoro è stato il trionfo all'Allianz Stadium contro la Juventus (2-0, ndr): "Anche giocando in una struttura un po' diversa, la squadra ha dimostrato una personalità che mi è piaciuta molto", la conclusione. Poi un momento curiosità, se da allenatore sarebbe stato più stimolante allenare Cristiano Ronaldo oppure Leo Messi. E la scelta ricade sul campione del mondo 2022: "Penso Leo perché lo conosco. So già cosa posso chiedergli, cosa sa fare, dov'è la migliore posizione e il migliore contesto".
Con CR7 invece "sarebbe una sfida importante". "Lo dovrei conoscere un po' di più", ha precisato. "Leo lo conosco, è l'amico di tutta la vita. Lo conosco alla perfezione. Se gli avrei detto 'fai questo, fai quello'? No, ma parlarne sì", la chiusura di Fabregas.






